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Silvia Bächli “Nähern”

18 Sep 2018 - 22 Nov 2018

Vernissage

Monday, 17 September 2018 from 7 to 9 pm

Opening

Tuesday – Saturday | 10 am-7.30 pm (closed 1-3 pm)

Located to:

Via A. Stradella 1, 4, 7, 20129 Milano – Italy

Press Release

Galleria Raffaella Cortese ha il piacere di annunciare la terza mostra personale di Silvia Bächli dal 2013, anno della prima collaborazione.

Artista svizzera attiva sin dagli anni ‘80, ha dedicato la sua ricerca allo sviluppo del disegno in bilico tra astrazione e accenni di figurazione, tra narrazione e azione. Un lessico di linee, griglie, movimenti in continua evoluzione caratterizza la sua produzione inconfondibile, un’indagine costante ma in perenne mutamento. La genesi è da rintracciarsi nella realtà, nella quotidianità, nell’accidentale: una regione invisibile di emozioni e impressioni che vengono formalizzate in un linguaggio intrinsecamente legato al medium.

Uno stile immediato e minimale che dà voce ad un codice di segni, forme, spazi, caratterizzato da sintesi, controllo del gesto, equilibrio misurato, pur conservando sempre qualcosa di incompiuto. La presenza dell’artista si avverte nella diversa pressione della pennellata, negli arresti, nella densità e nelle sfumature dei toni di gouache. I limiti del suo agire sul foglio corrispondono alla dimensione corporale mentre nella composizione come nelle pause si riconosce un’assonanza con la musica: Nella musica, il silenzio è importante tanto quanto le note suonate (Silvia Bächli, 2018).

In occasione della mostra in galleria sono presentati recenti lavori che testimoniano la continuità di una ricerca in costante progresso: Sono sempre meno interessata a storie narrative con un inizio e una fine – afferma l’artista – L’effimero tra le storie e il tono stanno diventando più importanti per me, con tutte le loro lacune, tutto ciò che è non detto, le allusioni, le pause... Le storie che non possono essere addomesticate dalle parole. Storie che nascono dalle linee che si intersecano o scorrono vicine senza mai incontrarsi. Storie che nascono dagli spazi vuoti delle griglie non simmetriche ma incisive. Disegni che non rappresentano ma suggeriscono: E ci sono stati per i quali non abbiamo parole – continua Bächli – ma che possono ancora diventare un’immagine (Silvia Bächli, 2018).

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